MICOTTIS


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ITALIANO

FEB. 2008


FEBBRAIO/
CAPITOLO 2



CONOSCERE MICOTTIS

MICOTTIS prima del terremoto


In questo capitolo vi farò conoscere Micottis prima del terremoto del 6 maggio 1976 con filmini e foto.

- La lingua

Fino al 1955 circa, in questo paesetto si parlava esclusivamente il "ponasen", una ligua slava con molte parole friulane.

Lo slavo era abbastanza arcaico e avremmo delle sorprese comparandolo oggi con altre lingue slave perchè, anche se troveremo l'origine di questa lingua, noteremo che là sarà diversa perchè qui, a Micottis, la lingua slava non è evoluta a causa dell'isolamento dei luoghi da dove la gente è emigrata.

Questo popolo ha dato il nome slavo agli alberi, alle erbe, alle montagne circostanti,agli uccelli, agli insetti ecc. Contavano in slavo fino a 10, contavano sulle dita ; forse non scrivevano perchè non hanno lasciato nessun scritto.

Nel 1955 c'era un'esplosione migratoria, molta gente emigrò, poi il "ponasen" cominciò a diminuire. I giovani di oggi non parlano più il “ponasen”, si parla l'italiano, molti emigranti parlano prevalentemente anche la lingua francese per cui un francese che arriva qui a Micottis non avrà difficoltà per farsi intendere.

Nell'antichità qui si parlava lo slavo, il friulano e l'italiano per ordine di importanza.


- La vita quotidiana

La vita in queste vallate era dura e un clima piuttosto freddo, la terra era avara e poco produttiva, i lavori fatti tutto a mano erano pesanti e faticosi.
Si coltivavano fagioli, mais per la polenta e qualche legume ; avevano mucche, pecore, un maiale, qualche gallina... Mangivano anche castagne : Micottis ha come emblema un riccio di castagna. Qui si fa la festa delle castagne ogni anno.

Per macinare il mais per poi fare la polenta c'erano due mulini ; nel 1965 è rimasto ancora attivo solo un mulino quello che vedrete nel filmino, dopo il terremoto è sparito anche questo.

Nei tempi antichi facevano anche la tela, chiamata "mezzelane" termine friulano che vuol dire "mezza lana". Con ciò intendevano dire che la tela era costituita da un filo fatto di lana e canapa. Facevano macerare gli steli di canapa e, dopo opportuni lavori, ricavavano un filo di canapa. La lana invece veniva dalle loro pecore.


Micottis era da sempre molto attiva. Vedrete in seguito queste attività tramite la visione dei film e foto.





- Le usanze folkloristiche

La musichetta che sentite come introduzione a questo sito era la musica quasi ufficiale di tutte le feste e danze ; lo strumento è la fisarmonica. Il flash filmato mostra un anziano di Micottis che suona questo motivo :


"pleese pleese kuos- danza danza merlo", "kuo gjes che pleese ke si buos - cosa vuoi che danzi che sono scalzo", (naturalmente in italiano non fa rima come nel "ponasen").

All'inizio di ogni anno, per tre settimane, facecevano e fanno ancora il "pust" (carnevale), Inventano delle scenette che illustrano eventi e fatti successi durante l'anno precedente. Alla sera, una persona attraversava il paese e suonava con una trombetta per avvisare gli abitanti che fra poco sarebbe iniziato lo spettacolo.

La gente si radunava in una casa che aveva un ampio locale ; gli attori facevano le loro parti (scene) e poi si spostavano nell'osteria del villaggio e li finivano lo spettacolo con vino e danze, col motivo musicale già menzionato sopra. Con il giorno delle Ceneri, cerimonia religiosa, terminavano il "pust" (carnevale) : sabato c’era il carnevale dei bambini il “piccolo pust" e domenica pomeriggio il “grande pust" , carnevale dei grandi.

- La solidarieta fra compaesani e varie usanze

Quando si faceva la legna -per cucinare e per scaldarsi d'inverno-, la gente si aiutava mutualmente. Si diceva : puoi venire
"za dielouza". Si intenteva dire "puoi venire come lavoratore", ad esempio, per portare le legna dal bosco fino sulla strada e poi a casa mia. "Za dielouza" significava che il lavoro di una giornata, o anche di più, veniva restituito. Detto più semplicemente : oggi tu lavori per me e un'altro giorno io lavorerò per te. Non pagavano per il lavoro fatto, ma lavoravano altretante ore o giorni per chi aveva lavorato per loro e cosi restituivano il lavoro fatto.


Se una famiglia aveva una sbarella o un carro doveva prestarlo a chi ne aveva bisogno, non poteva dire di no. C’era una specie di “comunismo” di utilizzo delle cose, attrezzi, bicicletta, carro, cariola...

Per accendere il fuoco alla mattina si andava in una famiglia che aveva il fuoco acceso per domandare un po di brace e cosi accendere il proprio fuoco.

La gente si imprestava di tutto : la farina per fare la polenta, il sale, un uovo, gli aghi per cucire ecc... Quando non c'era ancora la luce, di sera usavano un lumino ad olio per per fare luce in casa, ma anche per farsi lume sulla strada per raggiungere una famiglia più lontana.


- La gente di Micottis

A Micottis insegnavano ai bambini a essere educati e onesti, non prepotenti.
La gente era operosa ed aveva uno spiccato senso del dovere. All'estero i nostri compaesani erano sempre ben accettati e si integravano molto facilmente con le comunità estere.

Gli uomini e le donne di Micottis hanno sposato persone di diverse altre nazionalità o altre regioni : due Slovene, due tedesche, una francese, una americana, una siciliana, un marito sardo, una moglie triestina ed altri sposi dal friuli.

Dagli archivi anagrafici della chiesa, dal 1800 in poi, viene evidenziato che ogni famiglia aveva un sopranome slavo. Questi sopranomi sono in uso ancora oggi.

Le persone con il cognome
Micottis hanno diversi sopranomi che indicano la provenienza del ceppo della famiglia, "Dusigj", "Kagjon", "Kuzulin", Fratinigj", "Marzuoligj". Da ognuno di questi deriva un albero genealogico : ve lo faro in seguito.

Il cognome Micottis esisteva prima del 1800 ma non è un cognome greco, come alcuni pensano. Da dove proviene il cognome Micottis : lo scoprirete il mese prossimo!



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