PONASEN


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IL PONASEN




IL PONASEN

(La parlata della VALLE DEL TORRE comune di LUSEVERA-BARDO)

Già da tempo sembrava che la nostra parlata "ponasen" si sarebbe estinta e così pure gli abitanti.
La storia non ci ha lasciato nulla a cui aggrapparci: ci rimane solo il PONASEN, che parliamo ancora oggi, ma in pochi.
La paura era che la storia ci mangiasse anche questo, visto l'accanimento contro le lingue minoritarie.

INVECE NO!

Molti personaggi importanti si sono occupati del nostro "ponasen":

– Il primo e di vecchia data - Jan Baudouin de Courtenay 1872,
chi era Jan Baudouin de Courtenay
– Poi Pavle Merkù
– Liliana Spinozzi Monai e
le sue pubblicazioni.
– L'Università di Udine, Lubiana
,...(vedi tasto "INCONTRO").
– Ultimamante anche un grande scienzato francese: Charles Kieffer (vedi tasto "CHARLES KIEFFER").

MA CHE COSA È UNA LINGUA?

ODORICO SERENA: (da Tityre N° 14 dic. 2009) scrive :
"Le lingue sono il suono dell’umanità, per cui la scomparsa anche di una sola di esse sarebbe una perdita irrimediabile: ecco quindi la necessità di tutelare anche questo particolare e antico dialetto (il ponasen).
In effetti,
le lingue nascono, si muovono, si trasformano, si sposano, talvolta persino confliggono, ma se non ci fossero tutte, il suono del mondo non sarebbe polifonico, ma ci sarebbe soltanto una monodia, che renderebbe grigia e drammaticamente uguale tutta l’umanità."

Diceva DANTE nel Convivio:
“Io amo la mia lingua perché è quella in cui si sono amati i miei genitori, quando mi hanno concepito”.


LILIANA SPINOZZI MONAI:
“La linguistica copre ogni attività umana, perché la lingua è l’uomo”.


GUGL. DWIGHT WHITNEY

"Il linguaggio è una delle più scolpite e cospicue, delle più fondamentalmente caratteristiche facoltà umane".

PAVLE MERKU' afferma ..( vedi)


SHERLOCK HOLMES e il suo assistente dottor WATSON



Il nostro PONASEN mi ha aiutato a capire molte cose che la storia non ha detto, e ciò anche grazie all'aiuto di SHERLOCK HOLMES e del suo assistente dottor WATSON.

Vediamo!

WATSON a Sherlock Holmes – Signor Sherlock Holmes, cosa dice di una lingua come il "ponasen"?

SHERLOCK HOLMES –
Le lingue sono come l'acqua di un fiume che viene da grandi distanze: passa per molti luoghi e nelle sue acque porta a valle molto materiale da esaminare.


WATSON – Non c'era mai stato nessuno prima degli slavi in questa zona!

SHERLOCK HOLMES – Sì, c'è stato qualcuno, forse, prima di Cristo.

WATSON – Ma allora come lo sapete, Voi?

SHERLOCK HOLMES – Elementare, dottor Watson, elementare. A Micottis, in riva al Malisgjak (piccolo torrente), si sono accampati dei soldati romani ed hanno perso una moneta, un denario, datato 122 anni prima di Cristo. Il magistrato monetario era QUINTUS MINUCIUS RUFUS
(vedi tasto "DENARIO").




WATSON – Allora poteva benissimo esserci un conte nella valle del TORRE.

SHERLOCK HOLMES – Sicuramente no!

WATSON – E perché?

SHERLOCK HOLMES – Elementare, WATSON, elementare. Il conte FRANGIPANE di Tarcento si è addentrato nella valle del TORRE solo nel 1601, su un cavallo, e, venuto fino a S. Osvaldo, preso dal panico, ritornò a casa terrorizzato. La strada era una mulattiera che a quei tempi poteva essere comparata ad una super strada di oggi, però da un lato c'era il precipizio. Questa strada, ora moderna, si chiama "CROSIS", la strada delle croci, perché molta gente, camminando su questa strada, precipitò e morì, caro WATSON. Adesso sai perché il conte non tornò più nella valle del TORRE.

WATSON – Sicché, la gente era separata dal mondo che la circondava e si sono fatti da soli le scuole per i bambini e vi insegnavano la lingua slava.

SHERLOCK HOLMES – No, caro WATSON, non c'erano scuole.

WATSON - Ma loro sapevano contare e forse anche scrivere, perché anche oggi contano in slavo. Voi non potete dirmi che non c'erano scuole. Come mai lo dite?

SHERLOCK HOLMES – Elementare, dottor WATSON, elementare. Contano fino a dieci in slavo, perché contavano sulle dita. Se le mani avessero avuto sei dita, avrebbero contato fino a dodici. Comunque, tutta la conoscenza era tramandata oralmente.

WATSON – Ma avevano altre dita nei piedi, potevano contare almeno fino a venti.

SHERLOCK HOLMES – Questa volta, caro dottor WATSON, ho difficoltà a risponderti, però ho un sospetto... Probabilmente avevano i piedi avvolti in una pelle o una corteccia avvolta attorno ai piedi, per cui le dita dei piedi non erano facilmente disponibili.

WATSON – Sinceramente, signor SHERLOCK HOLMES, mi aspettavo che Voi mi diceste:
"ELEMENTARE, WATSON, elementare. Non erano capaci di contare oltre dieci perché non erano forti in matematica". E...perché non hanno scritto qualcosa? Sulla loro situazione, per esempio!

SHERLOCK HOLMES – Elementare, WATSON, elementare. Non avevano carta, non avevano penne, inchiostro, non conoscevano nessuna lettera dell'alfabeto e poi non ne avavano bisogno: la gente lottava per vivere, questa era la loro preoccupazione maggiore. Tutto il resto era superfluo, così non hanno scritto niente da nessuna parte, neanche una sola lettera di un alfabeto o un numero. Tutta la loro storia è rimasta nella loro testa e quando sono morti anche la storia è morta.

WATSON – Ho notato che hanno tutti nomi e cognomi italiani, e anche i nomi dei paesetti sparsi nella valle del Torre sono in italiano e non in slavo.

SHERLOCK HOLMES – In origine i paesetti avevano tutti nomi in slavo, che ancora oggi sono usati correntemente in questa zona. Anche i nomi dell persone erano slavi, e nei libri genealogici della chiesa di Lusevera vicino al nome italiano c'è anche il nome originale slavo.




Questi nomi di famiglia slavi sono usati ancora oggi. Verso l'anno 1000, qualcuno decise di cambiare i nomi slavi, difficili da scrivere e da comprendere, con nomi che erano più alla moda, per così dire, a quei tempi: erano nomi che gironzolavano nelle zone vicine.

WATSON – Il PONASEN non è una lingua di origine slava, c'è molto friulano in questa lingua. E allora?

SHERLOCK HOLMES – Elementare, dottor WATSON, elementare. L'unico contatto con l'esterno era Centa (Tarcento) (forse un avamposto di centurioni romani), però qui la gente parlava friulano; qui scambiavano merce come formaggi, burro ecc. Si scambiavano le merci per avere il sale, gli aghi, il filo per cucire: insomma l'occorrente per la casa, per una famiglia. Per ottenere questi oggetti bisognava dirlo in friulano, così dopo diversi secoli di convivenza, la lingua friulana si sposò con la lingua slava e nacque il PONASEN. Recentemente è stato fatto un GLOSSARIO della parlata della valle del Torre
(vedi tasto "INCONTRO"). ODORICO SERENA ha scritto (Da Tityre N° dic. 2009): "Tra le ragioni che rendono importante il Glossario è che con esso si stabilisce, scientificamente, che il tersko (ponasen) fa parte a pieno titolo dei dialetti sloveni, anche se ha una sua specificità che va tutelata e conservata.
I confronti con lo sloveno standard confermano la comune matrice, ma dimostrano, attraverso le differenze riscontrabili, che le comunità hanno avuto una diversa storia che si è riflessa anche sull’evoluzione delle rispettive lingue".
Come vede, caro dottor WATSON, c'è un grande interesse per il "ponasen" e per la gente della Valle del Torre che lo parla. Sono
importanti!

WATSON – Cos'è questo "glossario"?

SHERLOCK HOLMES – È la descrizione di ogni parola "ponasen" con segni speciali che foneticamente esclude ogni ambiguità per una pronuncia esatta, e ogni parola ponasen è trattata scientificamente, è un diamante che brilla di genuinità assoluta nel regno delle lingue, un lavoro monumentale e preciso.






WATSON
– Chi ha scritto questo glossario?

SHERLOCK HOLMES – Per arrivare al "glossario" vero e proprio, sono passati più di 100 anni e vi ha lavorato diversa gente. Per incominciare, nel 1872 un grande glottologo venuto dalla Russia con un assistente, esplorò queste zone. Si chiamava Jan Baudouin De Courtenay. Si intratteneva con la gente di questi luoghi e annotava ogni parola con dei simboli fonetici speciali, in una scheda. Dopo diversi anni si seppe la cosa e una studiosa di Cividale di nome Liliana Spinozzi Monai si occupò assiduamente della cosa, e non senza difficoltà, elaborò le schede che sono conservate a San Pietroburgo, ed in collaborazione con l'Università di Udine pubblicò il "GLOSSARIO del dialetto del TORRE di Jan Baudouin de Courtenay". È un'opera di grande valore e onora tutta la Valle del TORRE. Sono lieto che la notizia sia sul sito e si espanda nel mondo intero. Ma poi dovete sapere che uno studioso di Lubiana, del Centro della ricerca scientifica dell'Accademia slovena di scienze e arti, il dottor Peter Weiss, ha messo in rete sia il Glossario che il CD delle 7405 schede che lo compongono: basta cercare il sito:
http://bos.zrc-sazu.si/c/Dial/JanBaudouindeCourtenay/index.html

e si trova tutto. Il dottor PETER WEISS è anche l'autore del font ZRCola, i caratteri speciali che Liliana Spinozzi Monai ha usato per trascrivere su computer le migliaia di parole del Glossario. KARMEN KENDA-JEŽ ha collaborato con Liliana Spinozzi Monai alla redazione del Glossario.

WATSON – Esemplare, signor Sherlock Holmes, esemplare ed incredibile.
Sulla copertina del Glossario c'è una foto di due persone, ma non si sa chi è Jan Baudouin de Courtenay: non è scritto da nessuna parte chi dei due è Lui. Signor Sherlock Holmes, lo sapete Voi chi dei due è Jan Baudouin de Courtenay?




HERLOCK HOLMES – Sì, quello a destra, con la barba e capelli rossi.

WATSON – Come fa a saperlo, signor Sherlock? Hanno la barba tutti e due e la foto è in bianco e nero.

SHERLOCK HOLMES – Elementare, dottor WATSON, elementare.
Una certa Maria Podrecca Vergani così ce lo descrive quando lo incontrò mentre lui rientrava dall’attività di ricerca: “…
un signore in pantaloni corti, gambe nude, barba e capelli rossi, sacco da montagna in spalla e cappello di panama finissimo."











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